I temi della prima giornata di Glocal Sud

Cronaca giudiziaria e impatto dell’intelligenza artificiale sul giornalismo i temi al centro della prima giornata della terza edizione di Glocal Sud, in programma fino a domenica 23 marzo a Marsala.

Nel panel “Giornalista e Procure”  si è discusso del delicato equilibrio tra diritto all’informazione e giustizia. Ospiti del panel Fernando Asaro, procuratore della Repubblica di Marsala, Valerio Vartolo, avvocato e Vito Orlando, segretario Assostampa Trapani. L’incontro si è aperto con un ricordo delle vittime di mafia, tra cui diversi giornalisti (otto solo in Sicilia), oggetto anche di una mostra al centro Multimediale di San Pietro. Vito Orlando ha citato le parole pronunciate da don Ciotti a Trapani alla commemorazione delle vittime di Mafia: «Un’informazione vera è quella che serve ai cittadini senza bavagli. Senza la libertà di stampa la libertà con cammina». Una stampa che ancora oggi è sotto minaccia e fortemente limitata nello svolgimento del suo lavoro: «Dietro la scusa delle normative europee della privacy si nasconde la volontà di evitare controlli». Valerio Vartolo, avvocato, ha evidenziato la responsabilità condivisa tra magistratura e stampa: «C’è sciatteria da entrambe le parti. Il giornalismo non può essere solo l’eco delle Procure. Serve autonomia e rigore nel racconto». «Il dovere di comunicazione è parte dell’interesse pubblico – è intervenuto Fernando Asaro dal suo ruolo di Procuratore – per questo lavoriamo con Assostampa a un protocollo che garantisca una corretta e trasparente diffusione delle notizie di reato». Un “modello Marsala”, «da esportare», è stato detto. Il panel si è chiuso con un appello da parte del Procuratore Asaro di «dare maggiore fiducia alle Istituzioni presenti, magistratura compresa».

La giornata è iniziata con un panel dal titolo “Giornalista e Procure”, durante il quale si è discusso del delicato equilibrio tra diritto all’informazione e giustizia. Ospiti del panel, condotto dal direttore di Tp24, Giacomo Di Girolamo, il procuratore della Repubblica di Marsala Fernando Asaro, l’avvocato Valerio Vartolo e Vito Orlando, segretario Assostampa Trapani. L’incontro si è aperto con un ricordo delle vittime di mafia, tra le quali ci sono diversi giornalisti: otto solo in Sicilia. Alle loro storie è stata dedicata una mostra dell’Ordine dei Giornalisti. Vito Orlando ha citato le parole pronunciate da don Ciotti alla commemorazione di Trapani: «Quella che serve ai cittadini è un’informazione vera, senza bavagli. Senza la libertà di stampa la libertà con cammina».

Una stampa che ancora oggi è sotto minaccia e fortemente limitata nello svolgimento del suo lavoro: «Dietro la scusa delle normative europee sulla privacy si nasconde la volontà di evitare controlli». E se da una parte i giornalisti hanno il diritto di informare e dare subito la notizia, dall’altra devono farlo con la massima cura. «Una corretta informazione è importante anche per le Procure. Narrare e raccontare esattamente che cosa succede fin dalle indagini preliminari è un’esigenza, ma occorre farlo nei giusti modi  – ha sottolineato il procuratore Asaro  –, per questo con Assostampa stiamo lavorando a un protocollo che garantisca una corretta e trasparente diffusione delle notizie di reato». Un “modello Marsala”, «da esportare». C’è poi il tema della responsabilità condivisa tra magistratura e stampa sottolineato da Valerio Vartolo, avvocato: «Il giornalismo non può essere solo l’eco delle Procure. Serve autonomia e rigore nel racconto». Il panel si è chiuso con un appello da parte del Procuratore Asaro a «dare maggiore fiducia alle Istituzioni, magistratura compresa».

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